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Studio ginecologico

 

Qui di seguito facciamo una breve esposizione delle prove che si possono realizzare in uno studio di sterilità, affinché ogni paziente conosca in cosa consiste e quali sono le finalità cui mirano.

Non tutte le prove si realizzano alla stessa paziente. È lo specialista colui che determina che prove realizzare e l’ordine in cui si effettuano, a seconda delle caratteristiche di ogni paziente, del giorno del ciclo mestruale in cui inizia lo studio o dell’urgenza della coppia per terminare lo stesso.

 

Le prove che si possono realizzare sono le seguenti: 

 

Analisi generale

Si esegue un prelievo di sangue, con la finalità di valutare i parametri che ci informino dello stato generale della paziente, il cariotipo (per conoscere  le sue caratteristiche cromosomiche), il suo equilibrio ormonale e lo stato sierologico rispetto a determinate malattie infettivo-contagiose.

In alcuni casi queste analisi si fanno dopo la somministrazione di certi medicinali per vedere il tipo di risposta dell’organismo agli stessi e poter indicare il miglior tipo di trattamento. Sono i cosiddetti Test Dinamici.

 

Temperatura basale

È un metodo indiretto per comprovare se esiste ovulazione. Si basa sul denominato efetto termogenico di un ormone ovarico che fa la sua apparizione dopo l’ovulazione, il progesterone. Grazie ad esso si produce un aumento della temperatura corporale di all’incirca 5 decimi. Questo aumento si mantiene durante tutta la seconda metà del ciclo, dall’ovulazione fino alla seguente mestruazione.

La temperatura si deve misurare quotidianamente nell’ano, nella vagina o in bocca senza cambiare mai il luogo della misurazione. Questa temperatura dovrà registrarsi in un grafico che valuterà il medico mensilmente. (Attualmente, è un metodo poco utilizzato). 

 

Ecografia transvaginale: Endosonografia, Eco-color-Doppler, Isterosonografia

L’ecografia transvaginale o endosonografia, è una tecnica fondamentale, non solo nello studio della sterilità ma anche nel seguimento del trattamento. È un procedimento semplice, indolore e comodo da realizzare che apporta informazione circa la morfologia dell’utero e delle ovaie.

Determina se ci possono essere malformazioni e anomalie uterine od ovariche, che giustifichino problemi di fecondazione o d’impiantazione e ci permette inoltre di fare lo studio della qualità della follicologenesi.

L’iniezione di siero fisiologico o liquidi simili all’interno della cavità uterina permette di fare un’analisi profonda della stessa, riscontrando alterazioni morfologiche sospettate nella radiografia dell’utero o nell’ecografia.

 

Isterosalpingografia

Consiste nell’iniezione di un contrasto radio-opaco attraverso il collo uterino per apprezzare il contorno interno dell’utero e delle tube, e comprovare la permeabilità di queste, mediante radiografie.

Con questa esplorazione possiamo diagnosticare malformazioni uterine, esistenza di polipi o fibromi uterini che affliggono la cavità, se le tube sono o no permeabili, le caratteristiche delle stesse, ecc.

 

Biopsia endometriale

Questa prova ci permette di comprovare il grado di maturazione e preparazione dell’endometrio, che è lo strato interno dell’utero, per permettere l’impianto di un possibile ovulo fecondato. Si può associare a una determinazione di progesterone plasmatico, per mettere in relazione l’effetto di questo ormone sull’endometrio.

È una tecnica semplice e poco aggressiva, che si fa durante la visita (in ambulatorio) e non richiede preparazione previa, né anestesia. Consiste nell’ottenere un piccolo frammento di endometrio mediante aspirazione con una cannula adeguata.

 

Isteroscopia

L’isteroscopia si pratica sotto sedazione. Si introduce un sistema ottico molto fine, in forma di tubo, per via vaginale e attraverso il collo uterino, all’interno della cavità dell’utero.

In questo modo possiamo verificare lo stato dell’utero e la presenza o assenza di anomalie, causa di sterilità, permettendo in alcuni casi di risolverle nello stesso atto operatorio.

 

Test post-coitale di Syms-Hünner. Studio del muco cervicale

Il muco che segrega il collo dell’utero ha un ruolo importante, permettendo il passaggio degli spermatozoi all’interno dell’utero. Lo studio del muco cervicale permette di verificare se le modificazioni di questo sono quelle adeguate per ogni fase del ciclo, e quindi, se permette il passaggio degli spermatozoi verso l’utero e le tube.

La prova consiste nell’ottenere un campione di muco e nel verificare una serie di caratteristiche macroscopiche e microscopiche. Questo studio si integra con il Test post-coitale, che consiste nel vedere il numero, il grado di penetrazione e la motilità degli spermatozoi nel muco cervicale della donna, permettendo in questo modo di comprovare la compatibilità muco-seme. Se si sospetta una causa immunologica nella sterilità per incompatibilità tra il muco e il seme, si sollecita il denominato Test di Müller, che consiste nell’effettuare la prova di penetrazione degli spermatozoi attraverso il muco cervicale “IN VITRO”, cioè in laboratorio. Si mette in un contenitore un campione di muco cervicale uterino con una goccia di seme e si verifica il grado di penetrazione degli spermatozoi all’interno del muco cervicale. (Attualmente è una prova poco utilizzata).

 

Laparoscopia

È una tecnica di esplorazione molto utile nello studio della sterilità che ci permette di investigare gli aspetti morfologici dei genitali interni femminili. Si pratica in anestesia generale introducendo il laparoscopio, che è un sistema ottico a forma di tubo, attraverso una piccola incisione a livello dell’ombelico.

Si possono osservare direttamente le caratteristiche dell’utero, delle tube, delle ovaie, così come lo stato generale della pelvi e in questo modo è possibile diagnosticare il maggior numero delle cause in grado di produrre sterilità organica. Inoltre, nel corso della laparoscopia possiamo comprovare la permeabilità delle tube inserendo un colorante per via vaginale, attraverso la cervice, e verificandone la fuoriuscita dagli orifizi delle tube, nel caso in cui queste siano permeabili. Questa prova viene denominata Salpingocromoscopia.

 

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